EvenFi - Analisi dei rischi e dei rendimenti
EvenFi - Resi e tassi di perdita
Scadenza dell'investimento
EvenFi – Statistiche della piattaforma 2026
20000
investitori
EvenFi – Pro e contro
Informazioni su EvenFi
EvenFi è una piattaforma di crowdlending in cui gli investitori privati finanziano prestiti e mini-obbligazioni a favore di piccole imprese italiane e spagnole a partire da soli 20 euro per progetto.
Nata a Bergamo nel 2018 con il nome di Criptalia, ha assunto la denominazione di EvenFi nel 2021 e opera in conformità alle norme UE sul crowdfunding attraverso una società spagnola, EvenFi Fintech S.A., autorizzata dall’autorità di vigilanza sui mercati spagnola CNMV nel febbraio 2023 come operatore numero 5 nel proprio registro.
I mutuatari sono aziende consolidate — con almeno tre anni di attività e due anni di utili — che richiedono importi compresi tra 35.000 e 5 milioni di euro per periodi da quattro mesi a cinque anni, a tassi pubblicizzati dall’8 al 12%. I prestiti non sono garantiti: nessuna ipoteca, nessuna garanzia personale, nessun obbligo di riacquisto e nessun fondo di riserva; pertanto, in caso di insolvenza del mutuatario, il capitale è a rischio — e le stesse statistiche di EvenFi dimostrano che ciò si è verificato spesso, con il 16,9% di tutti i fondi mai prestati attualmente in stato di insolvenza.
Dal 2020 ha finanziato 38,6 milioni di euro in 507 progetti e dichiara di avere oltre 20.000 investitori. Il denaro non investito viene depositato su un conto a proprio nome presso MangoPay, un istituto di pagamento lussemburghese, non presso EvenFi. Investire è gratuito; sono le aziende mutuatarie a pagare le commissioni. L’imposta sugli interessi viene trattenuta alla fonte: il 26% per i residenti italiani, il 19% per quelli spagnoli.
Esiste un mercato secondario in cui i venditori fissano il proprio prezzo, oltre a uno strumento di investimento automatico.
L’azienda sta assumendo sempre più le caratteristiche di un’impresa tecnologica, vendendo la propria piattaforma ad altri operatori e gestendo i portafogli prestiti dei concorrenti falliti, mentre la propria attività di prestiti al dettaglio si è ridotta a una manciata di piccole offerte ancora aperte.
Regolamento
Licenza / Regolamentazione: ECSPR PSFP autorizzata dalla CNMV, Spagna | Licenza n. 5 |
Funzionalità
Per gli investitori
Informazioni utili
Il fondatore e amministratore delegato è Diego Dal Cero, un imprenditore del settore IT che gestisce anche CoreFi, la divisione del gruppo specializzata in software bancario. La pagina "Chi siamo" elenca un team più ampio – il cofondatore Matteo Vallin, il direttore finanziario Federico Shaw e altri – ma contiene anche contenuti predefiniti palesemente falsi (affermazioni relative a 500.000 clienti e una sponsorizzazione dei New York Jets che non appartengono a nessuna startup bergamasca), quindi è bene considerarla con cautela. Un’affiliata di un fondo statunitense, Pacific Capital Partners, ha investito nel gennaio 2023, e la società ha raccolto oltre 300.000 euro in un proprio round di crowdfunding nel 2022. La società operativa italiana dichiara di avere solo tre dipendenti.
Quando un pagamento non viene effettuato, è previsto un periodo di grazia di cinque giorni, seguito da un contatto diretto, da un tentativo di ristrutturazione e, infine, da un procedimento di recupero giudiziario gestito dal team legale di EvenFi a proprie spese: il rating del prestito scende a C- dopo 30 giorni di ritardo e a D dopo 90. Ciò che nessuno può verificare è se questo sistema funzioni: dopo sei anni e 145 progetti in default, EvenFi non ha mai pubblicato l’importo recuperato, il tasso di recupero né il dato relativo alle perdite realizzate. In assenza di garanzie reali o personali a copertura dei prestiti, gli investitori non dovrebbero aspettarsi di recuperare gran parte dei 6,5 milioni di euro in default.
Investire è gratuito: non sono previste commissioni per depositare, investire, prelevare o utilizzare la piattaforma; sono le società mutuatarie a pagare le commissioni di EvenFi. Gli eventuali costi del mercato secondario non sono documentati. L’unica vera detrazione è quella fiscale: una ritenuta del 26% per i residenti in Italia e del 19% per quelli in Spagna, con la fornitura di un rendiconto annuale. Da notare un dettaglio scomodo: l’imposta viene trattenuta sugli interessi lordi percepiti, mentre le perdite sui prestiti in sofferenza generalmente non possono essere compensate con essi; pertanto, in un portafoglio con un’elevata incidenza di insolvenze, l’incidenza fiscale effettiva sul risultato netto è più pesante di quanto suggerisca l’aliquota nominale.
Non vi è alcun provvedimento normativo nei confronti di EvenFi: una vera e propria eccezione nel mercato italiano, dove un concorrente è stato sospeso, un altro liquidato e a un terzo è stata revocata la licenza nel periodo 2025-2026. Le lamentele sono di natura commerciale. Dati di seconda mano risalenti ad agosto 2026 mostrano circa 416 recensioni su Trustpilot, con una ripartizione del 45% a cinque stelle contro il 42% a una stella – circa 3,1 su 5, in calo rispetto al 4,7 di ottobre 2022 – il classico segnale che i primi anni di attività nel settore dei prestiti stanno andando male. Temi ricorrenti: prestiti insoluti senza notizie di recupero, assistenza solo via e-mail che risponde con messaggi automatici, difficoltà con l’accesso e i codici di prelievo (un reclamo del settembre 2025 all’associazione dei consumatori Altroconsumo è stato risolto) e il ritiro dell’app per Android. Un avvertimento per associazione: EvenFi gestisce ora la liquidazione di Rendimento Etico, una piattaforma alla quale è stata revocata la licenza – un servizio conforme alle norme delle autorità di vigilanza, ma i nomi compaiono insieme nelle ricerche.
I richiedenti devono avere da tre a cinque anni di storia operativa e due esercizi contabili consecutivi in attivo, richiedere un prestito compreso tra 35.000 e 5 milioni di euro con durata da quattro a sessanta mesi; la piattaforma precisa di finanziare esclusivamente progetti di crescita, escludendo deficit di liquidità, rifinanziamenti o arretrati fiscali. A ogni prestito viene assegnato un rating che va da A+ a D in base a livelli di indebitamento, ricavi, anzianità, organico, settore e rapporti bancari; i rating vengono abbassati automaticamente in caso di ritardi nei pagamenti. I risultati, tuttavia, sono deludenti: il 25,8% dei progetti con il rating massimo A è risultato in default, mentre il rating B ha registrato risultati peggiori rispetto al rating C; pertanto, i rating non dovrebbero guidare le vostre decisioni.