CrowdFundMe - Analisi dei rischi e dei rendimenti
CrowdFundMe - Resi e tassi di perdita
Scadenza dell'investimento
CrowdFundMe – Statistiche della piattaforma 2026
20000
investitori
CrowdFundMe – Pro e contro
Informazioni su CrowdFundMe
CrowdFundMe è una delle più grandi piattaforme di crowdfunding italiane, attiva dal 2013 e quotata alla Borsa di Milano dal 2019. Nel giugno 2026 la sua società operativa si è fusa con altre due ed è stata ribattezzata Entera, sebbene la piattaforma continui a operare all’indirizzo crowdfundme.it.
Offre tre diversi prodotti: azioni o quote di startup e PMI italiane a partire da circa 250 euro, prestiti immobiliari tramite la sua divisione Trusters con rendimenti pubblicizzati dal 9 al 13,75% su un periodo da 12 a 15 mesi, e minibond.
È autorizzata dalla Consob, l’autorità di vigilanza sui mercati italiani, ai sensi delle norme UE sul crowdfunding dal novembre 2023. Sono stati raccolti oltre 200 milioni di euro tra 657 aziende e progetti – di cui circa 120 milioni in capitale proprio – da circa 20.000 investitori.
Il vostro denaro non passa mai attraverso la piattaforma: le sottoscrizioni vengono versate su conti bancari separati, e le quote delle piccole imprese sono detenute per vostro conto da Directa, una società di intermediazione mobiliare regolamentata, che vi evita le spese notarili al momento del trasferimento. Per quanto riguarda il capitale azionario, è importante comprendere cosa si sta acquistando: una partecipazione illiquida, spesso senza diritto di voto e talvolta in un veicolo intermedio anziché nella società stessa, senza data di scadenza e senza un mercato organizzato su cui rivenderla – la bacheca della piattaforma non mette in contatto acquirenti e venditori e non ha mai pubblicato una transazione completata.
CrowdFundMe dichiara 13 uscite, ma le tre che cita sono quotazioni in borsa, due delle quali ora vengono scambiate rispettivamente al 63% e al 91% al di sotto dei loro prezzi di quotazione, e non pubblica dati sulle società fallite né sul denaro effettivamente restituito agli investitori azionari.
Il settore dei prestiti presenta un track record migliore, con oltre 20 milioni di euro rimborsati a tassi medi intorno al 10%. Investire è gratuito; sono le società che raccolgono fondi a pagare le commissioni.
Regolamento
Licenza / Regolamentazione: Fornitore di servizi di crowdfunding ECSPR, Consob | Licenza n. 22885
Funzionalità
Per gli investitori
CrowdFundMe - Articoli
Informazioni utili
Investire sulla piattaforma non comporta alcun costo: CrowdFundMe viene retribuito dalle aziende che raccolgono fondi, con una percentuale non resa nota. Per le quote di piccole imprese detenute tramite Directa, si applicano commissioni effettive: 15 euro una tantum per l’apertura del conto (80 per le società), 30 euro per ogni offerta andata a buon fine e 5 euro per ogni certificato necessario per esercitare i diritti degli azionisti; i trasferimenti all’interno del regime sono gratuiti. Uscire da tale regime per essere registrati direttamente nei libri contabili della società comporta il pagamento delle spese notarili e delle imposte di bollo, che superano il valore di una quota di partecipazione di modesta entità. Le plusvalenze sono tassate al 26%, con ritenuta alla fonte automatica. La propria banca potrebbe addebitare una commissione per il trasferimento.
Le aziende presentano la propria candidatura e un team interno valuta ciascun candidato attraverso un processo di selezione e sulla base dei risultati ottenuti in passato; i candidati selezionati ricevono assistenza nella preparazione della campagna, che viene poi lanciata pubblicamente per un massimo di 60 giorni secondo il principio “tutto o niente”. Il tasso di accettazione non viene reso noto. Tre limiti sono da tenere in considerazione. La piattaforma guadagna una percentuale dei fondi raccolti e vende servizi di preparazione della campagna e di marketing alle aziende che approva, quindi i suoi ricavi dipendono dal lancio delle campagne, non dal loro successo. La due diligence non convalida i piani aziendali: i dati del settore italiano mostrano che le proiezioni degli emittenti di crowdfunding superano di gran lunga la realtà. Inoltre, sono le aziende stesse a stabilire le proprie valutazioni: una campagna attiva del 2026 ha richiesto fondi sulla base di una valutazione di 90 milioni di euro senza che fosse stata pubblicata alcuna perizia indipendente.
Sì. Il quadro che emerge da Trustpilot è breve ma eloquente: 2,0 su 5 sulla base di dodici recensioni ad agosto 2026, con l’84% di recensioni a una stella e nessuna a quattro o cinque stelle. I temi principali: un’azienda già in liquidazione sei mesi dopo la raccolta fondi; investitori che si sono sentiti completamente abbandonati quando sono cessati i rendiconti; una perdita dichiarata del 90% in una struttura in cui gli investitori si sono ritrovati con quote di classe B senza diritto di voto in un veicolo finanziario anziché nella startup stessa; e un meccanismo di rivendita inutilizzabile. La stampa milanese ha dato risalto ai piccoli azionisti di Winelivery rimasti a mani vuote dopo la vendita dell’app – Winelivery, un emittente di punta un tempo promosso con un multiplo di 18 volte il capitale investito, i cui conti del registro mostrano 4,5 milioni di euro di ricavi e una perdita di 1,8 milioni di euro nel 2025. La stessa guida fiscale del 2026 della piattaforma cita ancora uno sgravio del 30% sospeso a partire da gennaio 2026 e un'aliquota del 50% che è diventata del 65% – un'informazione sostanzialmente fuorviante per chiunque stia valutando un investimento. Non è stata riscontrata alcuna sanzione della Consob nei confronti della piattaforma; due concorrenti italiani sono stati sospesi dalle autorità di regolamentazione e uno è entrato in liquidazione, quindi il contesto di mercato è difficile.
Il fondatore Tommaso Baldissera Pacchetti ha avviato l'azienda nel 2013 e l'ha guidata fino alla quotazione in borsa nel 2019, ma la fusione del giugno 2026 ha segnato un cambio al comando: la sua quota è scesa dal 34 all’11 per cento, tutti i precedenti amministratori si sono dimessi e un nuovo consiglio di amministrazione, presieduto da Laura Pedrinazzi, è stato nominato dal nuovo azionista di riferimento, la società di investimento Smart Capital, che detiene il 31 per cento. La società operativa — ora denominata Entera — conta solo cinque dipendenti in organico. In pratica: le persone che hanno selezionato le società presenti nel vostro portafoglio non sono, in gran parte, le stesse che ora gestiscono la piattaforma da cui dipendono i vostri investimenti.
Dal punto di vista operativo, le quote detenute tramite Directa vengono trasferite senza l’intervento di un notaio: basta trovare un acquirente autonomamente, concordare un prezzo in privato e Directa registra la transazione gratuitamente. In pratica, quell’acquirente esiste raramente: la bacheca non è legalmente una sede di negoziazione, non abbina le offerte e non pubblica transazioni concluse – nei suoi primi cinque mesi ha ospitato 819 annunci di vendita e la piattaforma ha ammesso di non poter dire se ne sia stata conclusa anche solo una. Verificate anche le vostre ipotesi fiscali: l’agevolazione del 30% per le startup è sospesa per gli investimenti effettuati a partire da gennaio 2026, e l’agevolazione residua del 65% ha un ambito di applicazione ristretto – solo per giovani startup innovative, solo partecipazioni dirette, vincolo di tre anni – nonostante quanto ancora riportato nella guida della piattaforma stessa.
In misura limitata. Le società finanziate sono tenute a pubblicare aggiornamenti periodici, ma l’applicazione di tali norme appare carente: un revisore riferisce di essere stato lasciato a se stesso quando una società ha semplicemente smesso di fornire rendiconti, e la pagina della piattaforma dedicata a un emittente di punta mostrava ancora, nell’agosto 2026, proiezioni che i dati del registro avevano da tempo smentito. In caso di fallimento di un’azienda, non vi sono garanzie, né fondi di riserva né procedure di recupero: gli azionisti sono gli ultimi nella gerarchia di liquidazione in Italia, e CrowdFundMe non pubblica alcun elenco degli emittenti falliti, pertanto è possibile scoprire che una partecipazione è priva di valore solo controllando personalmente il registro delle imprese. Anche i round di finanziamento successivi possono diluire la partecipazione degli investitori del crowdfunding, che di solito non possono prendervi parte.
La fusione del giugno 2026 ha ribattezzato l’operatore Entera, ne ha trasferito la sede a Monza, ha affidato il controllo a Smart Capital e ha riorientato la strategia verso i servizi alle PMI, con il crowdfunding che rappresentava solo una delle linee di business; tuttavia, nell’agosto 2026 i termini del sito riportavano ancora la vecchia denominazione sociale, l’indirizzo e il capitale sociale. La strategia del gruppo stesso considera il crowdfunding puro come un'attività che non funzionava in modo autonomo, e le sue azioni quotate in borsa vengono scambiate a un prezzo inferiore dell’88 per cento rispetto al prezzo di collocamento del 2019. Per un investitore la cui uscita dal capitale dipende dal fatto che questa società continui a gestire registri, bacheche e rendicontazione degli emittenti per gli anni a venire, tale transizione – e la questione ancora irrisolta del trasferimento della licenza – meritano attenzione.